Sarà anche una questione di cosa una persona cerca nell’arte, e la catarsi per me è paradisiaca almeno quanto la riflessione; per quanto riguarda la prima però, trovo che ci sia chi la induce meglio, sia con gli stessi espedienti - i video di Paul McCarthy, la cui estetica è molto legata alla scena losangelina post-hippy anni ‘701- sia in modo meno esplicito, strillato ai quattro venti - ad esempio i miei sensi si anestetizzano, ipnotizzano, più generalmente incasinano con Anish Kapoor. Parlando di riflessione invece, e qui torno al discorso sulla comunicazione, la mia non è stata quasi per niente guidata dalle opere, che per chi scrive dovrebbero SEMPRE essere il punto di partenza per un discorso sulle..ehm..opere, appunto!
Tony Oursler: Open Obscura al PAC di Milano
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