Les Liens Invisibles, Google is not the map (screenshot), 2008

Gli si chiedesse quale superpotere vorrebbero avere non risponderebbero  certo con quello di cui già godono: direbbero “il nostro profilo  Facebook è un Mantello dell’Invisibilità lucidato per gli ospiti. E Susan Storm è su Facebook”. O almeno, questo è quello che mi piace immaginare. I Les Liens Invisibles ci parlano delle connessioni imperscrutabili fra  arte e vita, fra vita reale e vita virtuale, arte reale e arte virtuale.  Hanno scelto di utilizzare come mezzo la rete, e questo di certo non  giova al loro portafoglio, ma li aiuta a comunicare la loro personale Weltanschauung raggiungendo “visibilità globale dei media”1,  cosa necessaria quando si utilizza un mezzo – un sito web, perché alla  fine è di quello che si parla – che non è che una parte di uno spazio  immaginario quindi potenzialmente infinito come la rete.

Linking the invisible

Il mio esordio su JunkiePop.

Les Liens Invisibles, Google is not the map (screenshot), 2008

Gli si chiedesse quale superpotere vorrebbero avere non risponderebbero certo con quello di cui già godono: direbbero “il nostro profilo Facebook è un Mantello dell’Invisibilità lucidato per gli ospiti. E Susan Storm è su Facebook”. O almeno, questo è quello che mi piace immaginare.
I Les Liens Invisibles ci parlano delle connessioni imperscrutabili fra arte e vita, fra vita reale e vita virtuale, arte reale e arte virtuale. Hanno scelto di utilizzare come mezzo la rete, e questo di certo non giova al loro portafoglio, ma li aiuta a comunicare la loro personale Weltanschauung raggiungendo “visibilità globale dei media”1, cosa necessaria quando si utilizza un mezzo – un sito web, perché alla fine è di quello che si parla – che non è che una parte di uno spazio immaginario quindi potenzialmente infinito come la rete.

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